Valutazione partecipata

Affiliata alla Macrovoce Valutazione

(ing. Participatory evaluation; Collaborative evaluation; fr. Évaluation partecipative; sp. Evaluación partecipativa)

O: partecipativa. O: pluralista.

Una famiglia di approcci piuttosto estesa e non di rado equivoca che si riferisce alla collaborazione attiva e consapevole che gli attori sociali (o parte di essi) offrono al valutatore, su sua richiesta e con sua regia. In letteratura si trova il termine impiegato in una gamma davvero ampia di significati operativi: dalle interviste ai beneficiari (poiché rispondono, in qualche modo “partecipano”) fino allo sviluppo di azioni di educazione civica nei beneficiari, consapevolezza dei loro diritti, etc. E’ abbastanza chiaro che il ruolo passivo degli intervistati del primo caso non fa, di questi approcci, una valutazione partecipata nel senso qui inteso. Ma anche il secondo caso rischia di creare gravi equivoci: non è compito del valutatore sviluppare processi di empowerment, che possono naturalmente essere un risultato accessorio gradito ma non per questo al centro delle preoccupazioni del valutatore. Il valutatore ha un impegno professionale e deontologico relativo alla validità metodologica del processo di ricerca e quindi alla pertinenza e utilità del giudizio valutativo formulato; ne consegue che la partecipazione ha un senso solo e in quanto migliora la qualità della ricerca valutativa. Secondo approcci teorici sviluppatisi negli ultimi decenni, dalla Valutazione basata sulla teoria alla Valutazione realistica, per citare i più noti, la partecipazione degli attori sociali assume un valore fondamentale per comprendere i meccanismi sociali che influenzano il successo o l’insuccesso di un programma, a partire dalla rappresentazione che essi hanno delle sue finalità, modalità implementate etc.

Bezzi (2010) parla, in questo senso, di esplorazione del campo semantico degli attori (con riferimento al programma) e definizione dei valori valutativi (programmatori, gestionali…). E’ solo attraverso queste fasi – chiaramente realizzabili solo con un concreto e non strumentale coinvolgimento degli attori – che il valutatore può approcciare (e analizzare) il vero oggetto di valutazione, che non è mai quello astratto e formale definito in un documento di programmazione ma sempre, e solo, quello concretamente operato dagli attori coinvolti.

2 - Disegno ricerca valutativa mag 2014 2 - Disegno ricerca valutativa mag 20142
2 - Disegno ricerca valutativa mag 20143 2 - Disegno ricerca valutativa mag 20144

Lo stile partecipativo in valutazione ha dei vantaggi, ma dobbiamo essere consapevoli anche delle relative limitazioni. Una di esse è la tendenza a coinvolgere solo i responsabili ed il personale del programma nella definizione dello studio di valutazione, nella sua condotta ed interpretazione. Nonostante si parli del coinvolgimento di tutti i gruppi di stakeholder, la partecipazione spesso si limita al personale del programma (Carol Weiss, in N. Stame, 2007, 319).

Riferimenti bibliografici minimi:
Sitografia:
Vedi anche:

Claudio Bezzi, 23 Luglio 2017.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: