Scienza

Macrovoce

(ing. Science; sp. Ciencia)

La valutazione è scientifica? Ma cos’è esattamente la scienza?

E’ una conoscenza empirica istituzionalizzata, con regole condivise da una comunità di specialisti (Glossario della collana, 1998), di carattere storico (e quindi condizionata dagli assetti sociali e culturali):

l’attività scientifica è un’attività linguistica di tipo cognitivo. Dico “linguistica” perché essa si traduce nella produzione di “discorsi” sedimentati in articoli e libri. E dico “cognitiva” perché i concetti e gli enunciati di tali discorsi sono formulati secondo criteri che definiscono, analizzano e risolvono problemi dell’intelletto; non esprimono sentimenti, non fanno valutazioni morali o politiche, non esortano all’azione. La scienza vuole essere una conoscenza descrittiva, non prescrittiva, tanto meno espressiva (Alessandro Bruschi, Metodologia delle scienze sociali, Bruno Mondadori, Milano, 1999, 4).

E’ rilevante, in questa definizione di Bruschi, notare che:

  • l’attività scientifica ha valenza linguistica; ciò significa che ciò che conosciamo è ciò che possiamo esprimere, per come viene inteso (il problema dell’accountability2);
  • l’attività scientifica non è ‘morale’, e il tema dei valori, dell’etica e della deontologia – presenti nell’attività scientifica e in particolare in quella valutativa – non sono assenti, ma appartengono a una diversa provincia di significati.

E’ aperto il dibattito se la valutazione sia una scienza. Molti autorevoli autori d’oltreoceano ritengono di sì (p.es. Scriven, che addirittura parla della valutazione come di una ‘metascienza’, come la logica e la matematica); anche in Italia abbiamo autorevoli voci a favore (p.es. Palumbo 2001, 47). Se così fosse si prefigurerebbe una sorta di presunta ontologia valutativa che, se vera, prefigurerebbe un paradigma valutativo e quindi la possibilità, per la valutazione, di stagliarsi nel campo delle scienze sociali come scienza autonoma. Allo stato attuale della riflessione si possono avanzare dubbi che ciò sia vero (che ci sia un’ontologia valutativa) e che, se vero, sia realizzabile (che si possa pervenire rapidamente a un paradigma valutativo).

Utilizziamo ‘Scienza’ come macrovoce per raccogliere una quantità di termini fondamentali e spesso ignorati o confusi:

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Claudio Bezzi, 25 Luglio 2017.

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