Scala autografica

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(ing. Line production)

Tecnica di scaling a bassa autonomia semantica, e quindi idonea a produrre variabili quasi-cardinali; consiste nel far tracciare all’intervistato un segmento di lunghezza proporzionale al loro gradimento per un determinato oggetto, oppure nel far porre una tacca su un segmento già tracciato.

Da un punto di vista formale queste tecniche (scale auto-ancoranti e scale autografiche) presentano tre differenze con la misurazione e il conteggio:

  • il fatto che esista un limite massimo (il punteggio 100 nel “termometro”, l’ultima casella nel differenziale, la lunghezza massima del segmento già tracciato o tracciabile) ai punteggi assegnabili, mentre non c’è alcun limite massimo all’esito di una misurazione o di un conteggio;
  • il fatto che i due punteggi estremi abbiano una precisa interpretazione prestabilita che va ben oltre l’aspetto meramente numerico;
  • il fatto che la sua distanza dai due estremi pre-interpretati (e dal centro, quando anch’esso è interpretato) conferisce a ogni cifra, o casella, o punto del segmento una carica semantica (“è un punteggio alto”, o basso, o intermedio) assai più definita di quella che possono avere le cifre esito di misurazione o conteggio; dato infatti che tali esiti hanno solo il limite minimo (lo zero) ma non quello massimo, un’interpretazione di qualsiasi cifra in termini di “molto” o “poco” dipende integralmente dalla natura della proprietà che si misura, e soprattutto dalla natura degli oggetti che si misurano/contano (Marradi, 1995, p. 107-108).
Riferimenti bibliografici minimi:

Claudio Bezzi, 10 Luglio 2017.

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