Mixed Method

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(ing. Mixed method; sp. Método mixto, triangulación)

Un caso particolare in cui non è possibile adottare un termine italiano data la non coestensione di mixed method con ‘metodi’, o con ‘tecniche’ miste. In questo Glossario utilizzeremo in generale metodi misti (anche se impreciso) o mixed method.

E’ trattato in maniere diverse dai diversi Autori, ma si tratta in sostanza di combinare approcci ‘qualitativi’ e ‘quantitativi’ per affrontare – con modalità diverse e in qualche modo complementari – le diverse dimensioni di un fenomeno.

I problemi epistemologici e metodologici relativi a processi di ricerca che non siano una mera giustapposizione di tecniche sono rilevantissimi, se non insormontabili, alla luce della considerazione che tecniche e approcci diversi raccolgono informazioni di ‘formato’ diverso, non aggregabili, e ancor più riferibili a concetti dei quali non possiamo dimostrare l’unicità.

Il più rilevante tentativo di descrizione dei metodi misti in valutazione (Greene e Caracelli, 1997) appare esso stesso poco convincente. Le autrici più feconde su questo tema (le già citate Greene e Caracelli, in Stame, 2007) distinguono varie forme di metodi misti a partire dagli scopi:

  • triangolazione, come uso intenzionale di metodi (tecniche) diverse per una conferma di validità (convergenza dei dati);
  • complementarietà (anche: multiplismo), per approfondire, arricchire e chiarire i risultati di un metodo attraverso un altro;
  • sviluppo: utilizza in risultati di un metodo per sviluppare o informare le procedure di un altro;
  • nuovo avvio: cerca con metodi diversi di cogliere un paradosso, una contraddizione, una nuova prospettiva di analisi;
  • espansione: cerca di estendere la portata e l’ampiezza di un’indagine utilizzando metodi diversi per aspetti differenti della ricerca.

Per disegni a metodo misto, intenderemo quei disegni in cui siano utilizzati almeno un metodo quantitativo (progettato per raccogliere numeri) e almeno un metodo qualitativo (progettato per raccogliere parole), nessuno dei quali sia, tuttavia, intrinsecamente legato a un qualche specifico paradigma di ricerca (Greene, Caracelli e Graham, 2007, 273).

Occorre anche osservare la difficoltà della traduzione in italiano, a causa della maggiore estensione semantica dell’inglese Method che include sia il concetto di ‘Tecnica’ che quello specifico di ‘Metodo’. Se anche in questo Glossario si è accettato ‘Metodi misti’ ciò non sempre può rappresentare la scelta migliore. Nel recente Il nuovo disegno della ricerca valutativa (Bezzi, 2010) nel presentare le varie possibili declinazioni teoriche dei metodi misti, e comunque rigettando decisamente il termine ‘Triangolazione’ (sovente usato in italiano, ma da evitare) Bezzi ha utilizzato espressioni differenti quali ‘diversificazione’ (delle tecniche, p.es.), ‘comparazione’ (delle fonti, p.es.), ‘sintesi’ (delle conclusioni, p.es.).

Tipi di diversificazione (Mixed Method) riscontrabili in valutazione (Bezzi, 2010, 132)

 

1 Introduzione alla valutazione.001

Alla luce del dibattito e del necessario spessore epistemologico con cui trattare questo tema direi di intendere, con mixed method, l’uso di operazioni differenti (per esempio tecniche diverse, fonti informative multiple, etc.) nell’ambito della costruzione del medesimo dato. Detta anche (erroneamente) ‘triangolazione’ e tradotta (impropriamente) con ‘metodi misti’, i mixed method hanno un chiaro valore solo se le diverse operazioni di ricerca non sono semplicemente giustapposte ma integrate l’una nell’altra, tanto da modificare il formato del dato che si sarebbe prodotto con le medesime operazioni realizzate dalle singole procedure. Non si parla di ‘metodi misti’ semplicemente per l’uso, in una ricerca, di molteplici tecniche, se queste non si integrano nella costruzione del dato.

Riferimenti bibliografici:
  • Enrica Amaturo e Gabriella Punziano, I Mixed Methods nella ricerca sociale, Carocci editore, Roma 2016;
  • Jennifer C. Greene, Lehn Benjamin, Leslie Goodyear, “The merit of Mixing Methods in Evaluation”, Evaluation, vol. 7, n. 1, January, 2001;
  • Jennifer C. Greene, Valerie J. Caracelli (editors), “Advances in Mixed-Method Evaluation: The Challenges and Benefits of Integrating Diverse Paradigms”, New Directions for Evaluation, n° 74, Jossey-Bass Pub., San Francisco, CA, 1997;
  • Jennifer C. Greene, Valerie J. Caracelli e Graham Wendy F., “I metodi misti”, in Nicoletta Stame (a cura di), Classici della valutazione, Franco Angeli, Milano 2007;
  • Melvin M. Mark e R. Lance Shotland (a cura di), “Multiple Methods in Program Evaluation”, New Directions for Program Evaluation, n. 35, Jossey-Bass, San Francisco, CA, 1987;
  • Paolo Parra Saiani, “Triangolazione e processi valutativi”, Rassegna Italiana di Valutazione, n. 24, ottobre-dicembre, p. 49-65, 2001;
  • Paolo Parra Saiani, Triangolazione e privato sociale. Strategie per la ricerca valutativa, Bonanno editore, Acireale-Roma 2004.
Sitografia:

Claudio Bezzi, 18 Luglio 2017. Modificato col capoverso finale il 30 Gennaio 2018.

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