Indicatore 2

Affiliata alla Macrovoce Indicatore

Nel linguaggio comune: descrittore numerico utilizzato come approssimazione per descrivere differenti proprietà di oggetti di ricerca o di processi valutati, a volte definito (inutilmente) ‘indicatore statistico’. In valutazione l’uso corrente è piuttosto simile a quello comune.

Generalmente definito semplicemente ‘indicatore’ (da non confondere con l’indicatore1, che è un concetto e ne ingloba, di fatto, il significato), l’indicatore statistico si presenta come un dato numerico con alto contenuto informativo; p.es. “numero di addetti all’agricoltura nel decennio 1971-1981”; “PIL pro capite in Lombardia nel 1998”; anche in questo caso, come per l’indicatore1, la sua funzione è propriamente quella di indicare una situazione, un concetto, ma essendo interamente basato su un numero, e non su un’espressione semantica, l’indicatore2 si presta ad alcune operazioni (p.es. l’elaborazione di indici) e a possibili gravi distorsioni.

Due sono le accezioni principali del termine ‘indicatore’, corrispondenti a due modalità di costruzione. […] Nella seconda accezione l’indicatore è considerato un simbolo numerico a sfondo operativo che apporta “un autonomo, potente, connettivo e controllabile incremento conoscitivo” (Cipolla). In questo caso si parte dalle informazioni disponibili per definire solo in seconda battuta quali loro elaborazioni possano essere considerate validi indicatori del concetto da studiare (Parra Saiani, 2009, 26).

Come area di ricerca, la ricerca valutativa sull’impatto sociale della tecnologia soffre – al pari di altri settori nati dalla ricerca applicata su basi prevalentemente tecnico-economiche – di una sostanziale fragilità proprio sul piano tecnico, ove pure è stata svolta la maggior parte del lavoro, e cioè sul piano degli indicatori. La raccolta indiscriminata di indicatori economici e socio-economici in assenza di una precisa analisi dimensionale dei concetti non può che portare ad una pratica euristica sostanzialmente confusa, certo limitatamente esplicativa ed altrettanto limitatamente predittiva proprio dei fenomeni che si vuole investigare. Il difetto, in altri termini, è nella carenza di riduzione della complessità, dalla situazione problematica all’individuazione dei problemi, alla specificazione di aree problematiche, concetti e dimensioni, infine al piano misurativo degli indicatori (Cannavò, 1991, 191).

Chi il dubbio non ce l’ha, non se lo può dare. E troverà sempre un indicatore (se non un’intera batteria) per rassicurarsi di aver fatto tutto bene (Martini A., 2006).

Con il termine “indicatore” intendiamo una variabile (quantitativa o qualitativa) in grado di rappresentare sinteticamente un fenomeno e riassumerne l’andamento; gli indicatori dunque servono a tradurre in elementi osservabili e misurabili i criteri di valutazione individuati (De Ambrogio e Civenti, 2007, 99).

Riferimenti bibliografici minimi:
Sitografia:

Claudio Bezzi, 29 Giugno 2017.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: