Esperimento

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La principale, più precisa e discussa tecnica controfattuale.

L’esperimento nasce dalla necessità di verificare l’efficacia netta di un programma. Poiché non si può condurre il Programma per vedere cosa succede, e poi riavvolgere il nastro del tempo e non condurlo (o condurlo diversamente) per vedere se succedono cose differenti. E’ solo il confronto fra ciò che è realmente successo (fattuale) e ciò che sarebbe successo senza le interferenze e le variabili intervenienti non dipendenti dal Programma (controfattuale) che può darci il valore netto del nostro Programma (che può essere un valore positivo o negativo). E’ pertanto sempre sbagliato imputare al Programma i successi o gli insuccessi fattuali se non sono depurati da ogni variabile esterna (diverse delle quali potremmo non sospettare).

Per realizzare un esperimento bisogna predisporre due campioni; al primo – detto “gruppo sperimentale” – viene somministrato il programma mentre al secondo – detto “gruppo di controllo” – no. Se (e solo ‘se’) i due campioni sono assolutamente uguali, allora le differenze riscontrabili nei due gruppi, al termine del lavoro, sono imputabili esclusivamente agli effetti del Programma.

Questo procedimento è molto utilizzato nel campo della valutazione degli effetti di nuovi farmaci;  è piuttosto evidente che in campo socio-economico è piuttosto difficile ottenere queste condizioni. Non solo in questo campo non raggiungiamo le migliaia di utenti, ma diventa spesso impossibile immaginare un gruppo di controllo escluso dal Programma (e occorre notare che ci sono anche implicazioni etiche).

La fattibilità dell’esperimento classico in termini rigorosi è sostanzialmente da escludere in campo socio-economico (e quindi nella valutazione di programmi) a causa delle difficoltà nella costruzione dei due gruppi identici rispetto alle principali variabili; bisognerebbe infatti fare una operazione (detta di matching) per verificare – rispetto a una certa gamma di variabili – che nel gruppo di controllo ci siano gli equivalenti del gruppo sperimentale; quindi: a un sedicenne maschio di tali condizioni socioeconomiche, che va bene/male a scuola nel tale modo, con genitori di tale scolarità etc. nel gruppo sperimentale, deve corrispondere un analogo sedicenne di medesime condizioni nel gruppo di controllo. Questa operazione (teoricamente possibile ma con notevole aggravio di costi) viene fatta dopo l’estrazione del gruppo di controllo che viene poi modificato e adattato per rispettare le condizioni di matching. Evitare la rigorosa operazione di matching porta a quello che in gergo si definisce approccio quasi-sperimentale che il più delle volte è sufficiente a mostrare l’efficacia o meno del Programma.

Figura Tecniche.002La parte veramente complessa è il matching, sostanzialmente per la necessità di avere i dati – per i due gruppi – su un numero rilevante di variabili; se sesso ed età, per esempio, possono essere piuttosto facili da rilevare, altre variabili pertinenti potrebbero essere osservate solo con indagini ad hoc o con una ricerca di dati, spesso sensibili, detenuti da soggetti terzi. Per questo, a causa di adattamenti alle realtà empiriche, si praticano sostanzialmente dei “quasi-esperimenti”.

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Claudio Bezzi, 4 Febbraio 2018.

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