Criteri di valutazione

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(ing. Criterion; fr. Critère; ted. Kriterion; sp. Criterio)

Criterio: termine usato talvolta in valutazione con un significato analogo a proprietà. Altre volte come dimensione valutativa sulla quale porre attenzione, in conseguenza del mandato.

Per Evalsed:

Character, property or consequence of a public intervention on the basis of which a judgement will be formulated. For example, an employment incentive programme may be judged in terms of “costs per job created” or “percentage of support benefiting the long-term unemployed” (in the latter case, it is assumed that the higher the percentage, the better the intervention). An evaluation criterion should be explicit, that is, it must clearly show why the intervention will be judged better or worse. The types of criteria frequently used in evaluation are: performance, effectiveness, equity and sustainability. Thus, evaluation criteria may refer to different social values. To be used in an evaluation, a criterion should be accompanied by a norm (level of success at which an intervention will be considered good in terms of this criterion). An intervention is generally judged in terms of several criteria.

Altieri e Migliozzi (in Cipolla, 1998, 557-562) citano i seguenti ‘criteri’ di valutazione, pertinenti nel caso di valutazione di servizi sociali e sanitari:

  • efficacia
  • efficienza
  • responsiveness, da intendere come sensibilità2 (dal lato dell’erogatore di un servizio) o come soddisfazione (dal lato dell’utente)
  • produttività
  • tempestività
  • accessibilità
  • accettabilità
  • sicurezza
  • appropriatezza
  • qualità
  • equità.

Gli stessi autori segnalano che tempestività, accessibilità, responsiveness, accettabilità, sicurezza e appropriatezza sono declinazioni dell’efficacia, o addirittura sue precondizioni, e che oltre quindi a efficacia ed efficienza i due altri criteri imprescindibili per il valutatore sono qualità ed equità.

Altieri, in un testo di undici anni successivo, insiste su “la produttività, l’efficacia, l’efficienza, la sicurezza, la tempestività, l’accessibilità, l’accettabilità, ecc.” (Altieri, 2009, 19).

Altri autori citano altri criteri; p.es. Bisio (2002, 152) menziona contestualità, eterogeneità e portanza della risorsa umana; De Poli (in Serpelloni, De Angeli e Rampazzo, 2003) – intendendoli elementi costitutivi del più ampio concetto di ‘qualità’ – cita sicurezza, eticità, accessibilità, libera scelta, partecipazione della persona, equità del trattamento, appropriatezza delle cure, efficacia, efficienza e tempestività, continuità assistenziale (ugualmente Serpelloni e Simeoni 2003, nella stessa opera).

Da notare che la coincidenza sintattica fra i diversi Autori non implica necessariamente una analoga coincidenza semantica dei termini impiegati; inoltre, come si può vedere anche da questi brevi accenni, c’è una sorta di sovrapposizione/confusione fra una ‘valutazione’ di cui si declinano i criteri di analisi, e una ‘qualità’ di cui si elencano elementi costitutivi (per questa ragione questa Macrovoce si sovrappone in parte con “Qualità dei servizi, certificazione e accreditamento” alla quale rimando).

I diversi lemmi di questa macro voce presentano comunque un valore diverso: mentre alcuni sono piuttosto consolidati in letteratura (p.es. ‘Efficacia’ ed ‘Efficienza’) altri risultano legati a usi locali, specialistici o di certi Autori, con una proliferazione non necessaria e fortemente confusiva e ambigua.

Vedi anche:
  • Qualità dei servizi, certificazione e accreditamento (Macrovoce) per alcune sovrapposizioni.
Vedi anche lemmi specifici afferenti a questa macro voce:

Claudio Bezzi, 6 Agosto 2017.

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