Controfattuale

Affiliata alla Macrovoce Strategie di ricerca

(ing. Counterfactual; fra.Contrefactuelle; sp. Contrafactual)

In generale: stato di cose che non essendosi verificato nella realtà può essere considerato a scopi analitici solo ricostruendolo sotto forma di ipotesi. Il ragionamento condotto con la logica controfattuale è applicato in diversi campi disciplinari (filosofia, storiografia, medicina, psicologia, ricerca sociale) e, in generale, consiste nel confrontare ciò che è accaduto in seguito a un evento (per esempio con l’introduzione di una politica) con ciò che sarebbe potuto accadere in assenza dello stesso evento oppure con un evento diverso (assenza di quella politica o una politica concepita diversamente).

Nel campo della ricerca medica e di quella sociale (e valutativa) questa strategia di ricerca viene applicata mediante metodi sperimentali e quasi sperimentali, al fine di verificare quanto i “trattamenti teraupetici” (o le politiche, i programmi) messi in campo riescono a causare il cambiamento desiderato su una certa condizione/comportamento di una determinata popolazione (individui, gruppi, territori, ecc.).

Fattuale e controfattuale sono due elementi indispensabili per comprendere fino in fondo il concetto di effetto [di una politica pubblica] (Martini e Sisti, 2009, 36)

Se l’effetto di una politica è la differenza tra ciò che è successo e ciò che sarebbe successo in sua assenza, l’effetto non sarà mai osservabile e la valutazione dell’effetto della politica sarà a rigore impossibile. C’è un elemento di verità in questa conclusione paradossale: non saremo mai assolutamente certi di quale effetto una politica abbia avuto. Tuttavia non è la certezza assoluta che stiamo perseguendo: ci accontentiamo di una ragionevole e credibile approssimazione. E tale approssimazione dell’effetto di una politica potrà essere ottenuta “ricostruendo” il valore controfattuale con dati che siano osservabili e allo stesso tempo approssimino, nel modo più credibile possibile, ciò che sarebbe successo ai soggetti esposti alla politica se non lo fossero stati (Martini e Sisti, 2009, 142).

Lasciatemi dire […] i vantaggi che vedo nel paradigma controfattuale. Un primo vantaggio è che esso fornisce una risposta conclusiva in tutti i casi in cui una determinata politica “non funzioni”, cioè non produca effetti. Se così è, non è di interesse porsi ulteriori domande sui meccanismi causali. In un certo numero di casi, poi, per interventi semplici – in termini di trattamento che essi comportano – i meccanismi causali sono prevedibilmente abbastanza semplici, e possono essere prefigurati dall’analista-valutatore sulla base di conoscenze previe. In terzo luogo, il fatto di stimare che una data politica ha un effetto causale, di stimare cioè un “parametro d’impatto” significativamente diverso da zero, è ad un tempo un’evidenza robusta e uno stimolo per l’interrogativo ulteriore sui meccanismi causali. (Trivellato, 2010, 32).

Malgrado l’ottimismo degli autori citati, sussistono molteplici dubbi sulla reale fattibilità di approcci contrattuali rigorosi in ambito sociale (e quindi valutativo), fra i quali:

  • l’irrealistica possibilità di costruire due gruppi identici per il numero di variabili considerate;
  • la sostanziale difficoltà di applicare questi approcci in politiche a copertura totale in cui manchino basi di dati solide;
  • la totale assenza di spiegazioni sulle cause di cui gli approcci controfattuali stabiliscono solo successo/insuccesso.

Molto spesso quindi, quelli che il letteratura sono definiti approcci contrattuali sono, molto spesso approcci quasi-sperimentali con un discreto numero di limiti, non sempre esplicitamente dichiarati.

Riferimenti bibliografici minimi:
Sitografia:
Vedi anche:
  • Esperimento; Metodi sperimentali; Metodi quasi-sperimentali, approcci di ricerca che affrontano il problema della controfattualità nella ricerca valutativa;
  • Situazione controfattuale;
  • Trattamento.

Claudio Bezzi, 18 Luglio 2017.

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