Complessità

Complessità

ing.: Complexity

fr.: Complexité

sp.: Complejidad

ted.: Komplexität

Il tema della complessità investe quelle che Cannavò definisce “scienze dei sistemi” (economia, sociologia e varie altre e quindi, a buon diritto, la valutazione), contrapposte alle “scienze causali” come la fisica e la chimica che

hanno da notevole tempo abbandonato concettualizzazioni, unità di rilevazione e di misurazione desunte dal senso comune. Tali scienze – caratterizzate dal fatto di essere metodologie di se stesse – hanno proceduto a una forte semplificazione dei loro oggetti di indagine (Leonardo Cannavò, “Valutazione della scienza, valutazione nella scienza. Contesti, approcci e dimensioni per una valutazione sociale della ricerca scientifico-tecnologica”, Quaderni di sociologia, n. 20, 1999, 13).

Diversamente le scienze dei sistemi

si caratterizzano per la difficile isolabilità reciproca di oggetto d’indagine e condizioni rilevanti al contorno; anche perché è opinabile quali condizioni siano al contorno rispetto alla fenomenologia osservata, e quali vi siano strutturalmente legate. Le scienze dei sistemi si caratterizzano per il fatto di studiare […] sistemi composti da un numero elevatissimo di parti (elementi e sottosistemi), solitamente non equivalenti, caratterizzabili mediante un numero estremamente elevato di caratteri o variabili. In tali sistemi, le parti hanno un elevato numero di interazioni, complicate dal fatto di presentare spesso meccanismi di retroazione (feed-back) o riattivazione (feed-forward), difficilmente controllabili data anche la difficoltà analitica di individuare i caratteri e le variabili rilevanti (Ivi, 13-14).

E’ evidente da queste poche righe come il concetto di complessità coinvolga appieno la valutazione, anche in considerazione del fatto che le ‘parti (elementi e sottosistemi)’ di cui parla Cannavò sono costituite, specialmente, da indivui in interazione (e gruppi, e organizzazioni…), con loro obiettivi, funzioni, ruoli e così via. In questo senso, come ricorda Palumbo, la valutazione può avere una funzione di riduzione della complessità per i decisori (Palumbo, 2001, 142) a patto che si ricordi che

la causa principale della complessità specifica dei sistemi sociali risiede nella riflessività degli attori sociali, ovvero nel fatto che essi incorporano nella loro azione rappresentazioni dotate di senso delle ragioni e dei presumibili effetti dell’azione stessa e, in aggiunta, sviluppano riflessioni attorno agli esiti delle azioni svolte in precedenza e alla luce di tali riflessioni orientano il loro agire futuro (Palumbo, 2001, 139).

Alla luce di tutto ciò acquista un valore particolare sia qualunque impostazione costruttivista alla valutazione sia, in particolare, la particolare enfasi che sempre di più viene posta, da diversi autori, alla valutazione partecipata e alla sua funzione formativa nel contesto decisionale.

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Claudio Bezzi, 7 Marzo 2018.

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