Bisogni

Bisogni

ing.: Needs

fr.: Besoins

sp.: Necesidades

ted.: Bedürfnis

Nella programmazione, progettazione e valutazione: i problemi che l’intervento cerca di risolvere, espressi dal punto di vista dei beneficiari. Il termine sembra intuitivo, ma diversi autori segnalano la problematicità del concetto, che sostanzialmente è una convenzione sociale.

I bisogni sono costruzioni sociali negoziate fra un gruppo di attori sociali con responsabilità nelle politiche e nei programmi sociali, e un gruppo di propositori di istanze e loro sostenitori che asseriscono che un problema esiste e richiede un intervento (Rossi, Freeman e Lipsey, 1999, p. 120).

L’analisi dei bisogni [formativi] rischia di ridursi alla mera registrazione di esigenze predeterminate dato che la sua capacità di cogliere le dimensioni qualitative dei tratti peculiari assunti dai ruoli professionali nelle organizzazioni viene meno con l’accentuarsi delle caratteristiche di variabilità dei contesti organizzativi; esse infatti rendono del tutto inutili le “registrazioni fotografiche” di ruoli, attori, azioni e contesti soggetti a rapido cambiamento. In assenza di capacità e sensibilità a comprendere le configurazioni dei contesti organizzativi nel loro evolversi, le pratiche di routine rischiano di cristallizzarsi o in operazioni che registrano (e fanno valere) le scelte a-priori del committente (cioè dei vertici dell’organizzazione), o in “miti” metodologici che danno ai formatori l’illusione di aver seguito criteri scientifici rigorosi.

Ecco perché questo modo di praticare l’analisi dei bisogni è molto simile a un “letto di Procuste” grazie al quale è possibile adattare dati analitici e informazioni a ogni sorta di decisione (per lo più assunta a-priori) sulle azioni formative da realizzare.

Da questo punto di vista è possibile sostenere che le analisi dei bisogni, nelle pratiche più consolidate (quale che sia l’interpretazione metodologica adottata), configurandosi come autentiche forzature imposte alla realtà, assumono caratteristiche marcatamente astratte e manipolatorie (Lipari, 2^ ed. 2010, 115-116).

Il “bisogno” può essere definito come somma dei problemi degli individui di una determinata comunità cui ci si aspetta debbano rispondere le istituzioni proposte ai servizi. Il bisogno viene letto da attori competenti e/o responsabili (della società civile, delle istituzioni, del mondo scientifico, ecc.). Oppure può essere definito (da parte di esperti) come la differenza fra i livelli di assistenza effettivamente raggiunti e quelli considerati ottimali. I bisogni sono sempre mediati dalle culture di gruppo e variano con esse e con i livelli di sviluppo tecnologico-produttivo-economico. Sono infiniti, se si escludono i minimi bisogni materiali e umani da cui dipende la sopravvivenza. Quello di bisogno non è perciò un concetto sicuro (Altieri, 2009, 27).

Il processo valutativo dal riconoscimento dei bisogni alla programmazione e valutazione
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  • Analisi dei bisogni
  • Valutazione dei bisogni
  • Necessità; Domanda; Utilizzo (concetti correlati secondo Altieri, 2009, 27).

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Claudio Bezzi, 4 Febbraio 2018.

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