Analisi costi benefici

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(ing. Cost-benefit analysis; fr. Analyse coût-avantages; ted. Kosten-Nutzen-Analyse; sp. Análisis costo-beneficio)

Tecnica di ricerca utilizzata in ambito valutativo (abbreviazioni usuali: Acb, Abc) con lo scopo di stimare la convenienza sociale, da un punto di vista economico, della realizzazione di progetti, generalmente grandi opere infrastrutturali. L’utilizzo principale della costi benefici è nella valutazione ex ante per la selezione entro una gamma di possibili progetti.

Questa definizione, pure largamente accettata, non è l’unica; per esempio per Rossi, Freeman e Lipsey (1999) la costi benefici è una tecnica di valutazione dell’efficienza.

I presupposti della costi benefici sono semplici: definire e stimare tutti gli elementi di costo sociale e di beneficio sociale di ciascun progetto, quindi prendere in considerazione quello col maggior beneficio netto; in realtà la costi benefici è complicata da numerosi fattori: necessità di attualizzare i prezzi, utilizzo di prezzi ombra per stimare il valore di voci senza prezzi di mercato, etc.

Procedimento di valutazione di un progetto attraverso il confronto tra i costi ed i benefici del progetto stesso. I risultati possono essere espressi in diversi modi, tra cui il Saggio di rendimento interno (SRI), il Valore attuale netto (VAN) ed il Rapporto Benefici Costi Attualizzato (RBCA). Sebbene il calcolo della convenienza finanziaria sia una forma di analisi costi benefici, esso non fornisce una misura soddisfacente del rendimento netto di un progetto per l’economia quanto il prezzo di mercato non riflette il reale valore economico degli inputs ed outputs in termini di scarsità relative (o costi-opportunità) od in termini di obiettivi di politica economica. In tali casi si ricorre ai prezzi di obiettivi di politica economica contabili o prezzi ombra ed a parametri nazionali per effettuare l’analisi dei costi e benefici economici (Pennisi, 1991, 409).

L’analisi costi benefici […] è essenzialmente un metodo per decidere della validità di un progetto che comporta una spesa pubblica, attraverso una ricerca empirica tendente a soppesarne i vantaggi e gli svantaggi. Il suo campo di applicazione è generalmente ristretto ai progetti pubblici perché i vantaggi e gli svantaggi sono definiti in termini sociali. L’ACB vuole quindi essere un modo per stabilire che cosa la società preferisce; laddove si può scegliere una sola opzione tra molte possibili, l’analisi dovrebbe indicare a chi prende la decisione qual è l’opzione che più risponde alle preferenze sociali, mentre se è una graduatoria di progetti di cui l’autorità decisionale necessita, l’analisi dovrebbe stabilire i criteri per formulare tale graduatoria (Alessandro Petretto, Manuale di economia pubblica, Il Mulino, Bologna 1987, 303).

L’analisi costi benefici è essenzialmente un esercizio di economia del benessere applicata. Essendo questa disciplina basata su una teoria normativa dell’economia pubblica, non è sorprendente che esista un insieme, abbastanza variegato, di approcci, che in parte riflette visioni diverse del ruolo dell’intervento pubblico in economia. […]. Non ha significato una tecnica standard indipendente dalla formulazione di una precisa funzione-obiettivo della autorità responsabile della decisione di spesa, il che implica:

a) obiettivi misurabili;

b) legami funzionali ben definiti fra funzione-obiettivo e singoli obiettivi;

c) esplicitazione dei vincoli quantitativi che restringono il campo di variazione degli strumenti (Massimo Florio, La programmazione per progetti nelle regioni, in Idem (a cura di), “Valutazione degli investimenti pubblici e programmazione regionale”, Franco Angeli, Milano 1990, 11).

Il problema principale legato all’utilizzo dell’analisi costi-benefici nel campo della formazione è costituito tuttavia, dalla difficoltà a pervenire in ogni caso ad una precisa quantificazione di tutte le voci coinvolte. E’ soprattutto l’area dei benefici a presentare le maggiori difficoltà, dato che molti di essi possono essere immateriali o comunque non riconducibili ad un dato monetario o quantitativo. A queste difficoltà si aggiungono una serie di problemi metodologici legati, ad esempio, al ruolo giocato dalle esternalità negli investimenti in formazione: la loro presenza rende imprecise e opinabili una serie di misurazioni dato che, in genere, solo gli aspetti fiscali e finanziari in senso stretto sono totalmente quantificabili. Per rispondere, in parte, a queste difficoltà è venuto diffondendosi l’utilizzo dell’analisi costi-efficacia che si limita ad individuare la strategia di costo migliore per conseguire un obiettivo fissato a priori (Cesos – Fondazione Giacomo Brodolini, Guida operativa alla valutazione degli interventi formativi sotto forma progettuale – Parte I, “Economia e lavoro”, n. 3, 1992, 133).

Una delle caratteristiche più deboli dell’analisi costi-benefici è che non esistono meccanismi che indichino se le ipotesi di partenza sono errate (Edith Stokey e Richard Zeckhauser, Introduzione all’analisi delle decisioni pubbliche, Formez, Napoli 1988, 206).

l’analisi costi-benefici, come ogni altro strumento (o tecnica) elaborato dall’uomo, risente dello spirito dei tempi, e non può attingere a quel grado di obiettività o di neutralità a cui, con una certa ingenuità, aspirano quegli studiosi che pretendono di conferire all’economia lo status proprio delle scienze naturali (Emilio Giardina, L’analisi costi-benefici e il processo decisionale pubblico, in Aa.Vv., “Calcolo economico e decisioni pubbliche. Prime proposte per un approccio di settore”, Formez, Napoli 1994, 24).

Riferimenti bibliografici:
  • wpid-26068_lavoriincorsoRobert J. Brent, Applied Cost-Benefit Analysis, Edward Elgar Pub., Cheltenham, II^ ed., 2007;
  • Partha Dasgupta, Amartya Sen e Stephen Marglin, Guida per la valutazione dei progetti. Manuale Unido, Formez, Napoli 1985;
  • Caroline L. Dinwiddy and Francis J. Teal, Principles of cost-benefit analysis for developing countries, Cambridge University Press, Cambridge, 1996;
  • Massimo Florio, La valutazione degli investimenti pubblici. I progetti di sviluppo nell’Unione Europea e nell’esperienza internazionale, Vol. I. Principi e Metodi di Analisi, Franco Angeli, II^ ed. 2003;
  • Massimo Florio, La valutazione degli investimenti pubblici. I progetti di sviluppo nell’Unione Europea e nell’esperienza internazionale, Vol. II. Settori di applicazione e studio di casi, Franco Angeli, II^ ed. 2006;
  • Edward M. Gramlich, A Guide to Benefit-Cost Analysis, Waveland Press Inc. Prospect Heights, IllinoisII^ ed. 1997;
  • Richard Layard and Stephen Glaiser, eds. Cost-benefit Analysis, Cambridge University Press, Cambridge. II^ ed. 1994;
  • Fabio Nuti, L’analisi costi-benefici, Il Mulino, Bologna 1988;
  • Giuseppe Pennisi (a cura di), “Le nuove frontiere dell’analisi costi benefici”, sezione monografica della Rassegna Italiana di Valutazione, a. IX, n. 32, pp. 45-136, 2005;
  • Giuseppe Pennisi e Pasquale Lucio Scandizzo, Valutare l’incertezza. L’analisi costi benefici nel XXI secolo, G. Giappichelli editore, Torino 2003;
  • Robert Sugden and Williams Alan, The practical principles of Cost-benefit Analysis, Oxford University Press, Oxford, 1978.
Sitografia:
Vedi anche:
  • Analisi costi benefici sociali; Analisi costi efficacia; Analisi costi utilità;
  • Rapporto benefici/costi attualizzato;
  • Saggio di rendimento interno, Tasso di sconto.

Claudio Bezzi, 15 Ottobre 2017.

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