Mappa di approcci e tecniche di ricerca

Mappa di approcci e tecniche di ricerca

Scheda
Rilevanza teorica
Complessità concettuale e/o operativa
Completezza dell'articolo

L’ABC essenziale.

La figura che segue mostra – sempre in forma semplificata – una mappa dei tipi di tecniche disponibili.

Tecniche “manageriali”

Una “famiglia” assai variegata di approcci e tecniche che ha a che fare con una forzata proceduralizzazione di tecniche, molto formalizzate e rigide, volte generalmente al miglioramento della qualità e al monitoraggio nella Pubblica Amministrazione. Molto spesso, in questo contesto, si introducono strumenti tratti dalla progettazione, come il Quadro Logico, trasformandolo, forzosamente, in quello strumento di valutazione che non è e che non può essere. Anche se animato da buone intenzioni, l’intento di valutare con strumenti impropri, ingegneristici, rigidi, non offre materiali e riflessioni per una buona valutazione.

Controfattuale

Il concetto di controfattualità è molto importante in valutazione e riguarda la necessità, realmente vincolante in determinati contesti di valutazione, di conoscere gli effetti netti di un Programma. Un esempio:

Dopo tre anni di un programma di sostegno scolastico e di contrasto all’abbandono in un territorio disagiato, i dati prima e dopo l’intervento mostrano una diminuzione degli abbandoni e voti medi più alti. Non si può imputare questo successo al Programma perché è possibile che siano intervenute circostanze esterne (non imputabili al Programma) che possono avere favorito (o danneggiato) l’esito; per esempio l’arrivo di dirigenti scolastici e insegnanti nuovi e motivati, la sovrapposizione di altri programmi (ministeriali, di altre ONG…) etc. Occorre quindi depurare il risultato letto dai dati, da quanto merito (o colpa) di altri. Naturalmente questo è difficile perché a volte non abbiamo idea di quali possano essere tali altre circostanze e, in ogni caso, le cose sono già accadute e non possiamo riavvolgere il nastro della storia e vedere cosa sarebbe successo in circostanze diverse.

La sfida controfattuale, quindi, è questa: costruire un disegno di ricerca finalizzata (con opportuni accorgimenti e tecnica di natura prevalentemente statistica) a cogliere solo gli effetti netti, imputabili esclusivamente al nostro Programma.

Esempi di tecniche controfattuali:

Ricerca standard basata sui testi

Con ricerca “standard” si intende generalmente una ricerca quantitativa, volta all’analisi di variabili. L’analisi dei testi si può avvalere di analisi statistiche interessanti e di software dedicati anche di facile uso.

Ricerca standard basata sull’interrogazione di individui

Qui entriamo nella più classica ricerca quantitativa dove i questionari imperano; generalmente qui abbiamo dei campioni estratti con modalità particolari (ma non sempre), questionari standardizzati e successive elaborazioni statistiche. Benché il questionario sia ritenuto, da molti, “facile”, è probabilmente una delle tecniche più complesse del panorama metodologico.

Esempi:

  • il questionario classico;
  • il questionario autoamministrato;
  • il questionario per somministrazione in piccoli gruppi (senza campionamento e con elaborazione parziale);
  • la scala di distanza valoriale.

Ricerca standard basata sull’analisi di relazioni

Relazioni fra individui ma, specialmente, relazioni fra gruppi; pensiamo all’analisi relativa alla tenuta di un partenariato, o all’interazione fra gruppi etnici nel caso degli immigrati, o ai problemi di advocacy che non possono prescindere da una Rete pubblico-privato.

Esempio più noto: Analisi delle reti.

Ricerca non standard basata sui testi

L’analisi di testi (Piani Operativi, Programmi, delibere…) è spesso molto utile al valutatore; se l’analisi quantitativa sopra accennata non dovesse essere l’opzione migliore, esiste almeno una tecnica assolutamente qualitativa, che si presta bene agli approcci partecipati, nota come valutazione tassonomica.

Ricerca non standard basata sull’interrogazione di individui

Molto spesso il parere delle persone è indispensabile nella ricerca sociale e valutativa ma non sempre è possibile, o opportuna, l’indagine campionaria. Qui si vede bene cosa intendiamo con “formato informativo dei dati”; nell’indagine campionaria si compie un’analisi per variabili (sesso, età, numero di volte alla settimana in cui si fa una determinata cosa…) e il risultato, generalmente, è un’analisi di correlazione statistica. Nella ricerca non standard non ci interessano le variabili e le correlazioni, e la nostra attenzione è rivolta alla comprensione profonda delle storie di vita, delle ragioni che hanno indotto alcuni a compiere certe scelte e così via. I risultati di queste tecniche non sono generalizzabili ma danno molto spessore e senso alle informazioni rilevate. 

Esempio: intervista biografica, o ermeneutica.

Ricerca basata sull’interrogazione di gruppi

Nelle scienze sociali i gruppi di lavoro sono distinti in ‘reali’ e ‘nominali’ a seconda delle modalità di conduzione (e non per proprietà intrinseche dei gruppi); si definiscono ‘reali’ i gruppi in cui la conduzione consente la libera interazione fra i partecipanti, e ‘nominali’ quelli in cui la conduzione non consente la piena interazione. Perché dovremmo impedire l’interazione, visto che abbiamo scelto di realizzare una tecnica di gruppo? Per il fatto che le interazioni possono certamente favorire la produttività, ma possono anche portare alcuni seri problemi qualora si instaurino conflitti o relazioni che impediscono la libera circolazione di idee. I casi più evidenti sono quelli in cui si esprimono delle gerarchie formali, e quelli in cui le persone che compongono il gruppo (generalmente definite ‘esperti’) appartengono a scuole di pensiero scientifico, a ideologie politiche, a categorie visibilmente distintive di cui è già nota – al valutatore – la potenziale contrapposizione. Per evitare che queste appartenenze incidano pesantemente sulle interazioni fra i partecipanti, si preferiscono tecniche particolari che limitano queste interferenze negative.

Esempi di tecniche basate su gruppi:

Ricerca basata sull’analisi di indicatori

Gli indicatori sono ampiamente utilizzati nella ricerca sociale e valutativa e spesso equivocati o malamente costruiti ed utilizzati. Gli indicatori non sono tecniche (per questo non compaiono nella figura precedente) ma strumenti costruibili in forme e modi diversi.

Su ciascuna di queste (e altre) tecniche o è già disponibile un approfondimento su questo blog, o sarà disponibile prossimamente.

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