Dal Mandato al disegno operativo della valutazione

Dal Mandato al disegno operativo della valutazione

Scheda
Rilevanza teorica
Complessità concettuale e/o operativa
Completezza dell'articolo

Come sempre: pensare prima di fare.

Le tecniche nella ricerca sociale e valutativa sono protesi del nostro pensiero metodologico. Sostengono quel pensiero, contribuiscono a renderlo operativo con specifiche azioni di raccolta e analisi dei dati che serviranno a costruire l’argomentazione finale. Ciò che definiamo ‘pensiero’ è il disegno della ricerca valutativa che prevede, inizialmente, la fondamentale fase del Mandato in cui vengono formulate opportune domande valutative. E’ la necessità di dare risposta a tali domande, con argomentazioni solide, che ci fa intraprendere un percorso di ricerca, in cui entrano in azione tecniche che sono idonee in quelle circostanze, rispondono adeguatamente a quelle domande, si prestano a quel dato contesto.

 La logica profonda della ricerca valutativa è questa:

Ciò che la figura intende rappresentare riguarda:

  • il fatto che durante la fase del Mandato il valutatore incomincia a farsi un’idea dei bisogni del committente in termini di tecniche e approcci potenzialmente utili;
  • man mano che procede in tale fase capisce anche la reale utilizzabilità (vale a dire qualcosa di meno astratto e di più legato ai bisogni concreti del committente e alla sua disponibilità);
  • e comunque quanto sopra viene continuamente ritarato alla luce di reali condizioni di fattibilità (budget, tempi, disponibilità di dati…).

Questa complessa e articolata riflessione preliminare non è astratta e teorica, bensì estremamente pratica, tanto da consentire di immaginare approcci e tecniche da includere nel disegno. Alcuni esempi pratici:

  • si tratta di conoscere il parere di un’ampia platea di soggetti di cui si conoscono i recapiti? Può andare bene un’indagine campionaria? La si può fare “porta a porta” (costosa ma affidabile)? Si deve ripiegare su una telefonica? Il formato dei dati (distribuzione di variabili) è quella che serve al committente? Serve un pre-test o qualche focus group per calibrare l’indagine?
  • Interessano dati sull’efficienza di un Programma; ci sono i dati? Si deve costruire ex novo un sistema di monitoraggio? Ci sono le risorse? Chi alimenterà di dati il sistema?
  • Si vogliono coinvolgere gli operatori in un’attività valutativa che abbia anche valenze formative; c’è disponibilità degli operatori? La componente formativa rallenterà il processo: ci sono i tempi?

Le tecniche, quindi, non sono mai scelte “a caso”, semmai col pretesto che altrove “si è fatto così” o, peggio, perché si conosce solo una o poche tecniche e bisogna per forza utilizzare quelle. Ogni tecnica, pur essendo potenzialmente adattabile a molteplici ambiti di ricerca, si presta meglio o peggio di altre a rispondere a determinate domande valutative, vincoli di ricerca, richiesta di formato informativo.

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interamente autofinanziato.






Categories: Pratica della valutazione

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