Definizioni operative

Definizioni operative

Scheda
Rilevanza teorica
Complessità concettuale e/o operativa
Completezza dell'articolo

L’anello di congiunzione fra progetto di ricerca e raccolta dei dati.

Le parti più “visibili” della ricerca sociale e valutativa (per esempio: redigere un questionario, somministrarlo e analizzarlo) sono realizzate dopo un processo (a volte lungo) di riflessione. Il questionario è già stato immaginato per ragioni chiare e descrivibili; i focus group sono già stati previsti per ragioni che rispondono alla logica complessiva della ricerca che il valutatore può argomentare nel dettaglio. Comprendere questo punto è essenziale: la ricerca non inizia con un foglio bianco sul quale iniziare a scrivere ipotetiche domande di un questionario improvvisato; la ricerca inizia nella fase del Mandato valutativo (in valutazione) e di formulazione delle ipotesi e definizione dei concetti (nella ricerca tradizionale).

Ciò non di meno questa fase gioca un ruolo fondamentale, perché se anche la ricerca è stata “pensata” dettagliatamente, ora bisogna realizzarla, e qui si gioca la differenza fra un ricercatore esperto e uno alle prime armi, poiché bisogna approfondire le definizioni operative della nostra ricerca.

Con ‘definizioni operative’ si intendono le istruzioni pratiche della ricerca; per esempio, nel caso di un questionario: quali domande fare (e perché?). Questa è la fase in cui a idee generali sulla ricerca devono corrispondere idee precise, puntualmente definite, rese operative; sempre in questa fase si trovano i problemi organizzativi della ricerca; per esempio: con quali criteri scegliere i sostituti degli intervistati irreperibili o che hanno rifiutato l’intervista? Infine la fase dell’analisi, che non è mai una fase cui pensare dopo, e che invece deve essere immaginata e predisposta per tempo.

Ciò che la figura intende sottolineare riguarda in modo particolare tre aspetti.

Il primo ha a  che fare con la relazione fra le domande valutative (e, più in generale, il Mandato, se siamo in un contesto valutativo) con il formato informativo prodotto dalle tecniche messe in campo dal valutatore. C’è coerenza? Sono proprio quelle tecniche a fornire il giusto formato informativo per dare risposta alle domande valutative? Questa consapevolezza – che necessita di una certa maturità metodologica – è assolutamente centrale e necessaria per evitare l’accusa di avere scelto una tecnica a caso. Poiché le tecniche costruiscono il dato, deve essere chiaro che questo problema è assolutamente centrale nella ricerca valutativa. Il ricercatore deve sempre essere in grado di argomentare le connessioni fra definizioni operative (scelta delle tecniche) e mandato valutativo o le ipotesi di ricerca. Si può procedere senza questa consapevolezza? Sì, certo, ma è un procedere al buio, senza cognizione delle connessioni e quindi senza certezza di avere raccolto i dati giusti, quelli più pertinenti, quelli necessari, e formulando conseguentemente un giudizio valutativo approssimativo e incerto.

L’altro punto importante segnalato in figura riguarda il fatto che non sempre abbiamo a disposizione le tecniche opportune per rilevare i dati e le informazioni nel formato che riteniamo più appropriato per la nostra indagine. Con “tecniche a disposizione” intendiamo quelle note e presenti in ogni manuale: questionario, focus group, brainstorming, analisi statistiche usuali eccetera. Il ricercatore allora può costruire una nuova tecnica (o, più probabilmente, nuove procedure) che meglio soddisfi le esigenze; attenzione in questo caso perché queste nuove procedure devono essere sottoposte a test e verifica per essere certi della loro affidabilità.

Infine: la successiva analisi. Ogni tecnica produce dati che devono essere analizzati; un questionario verrà elaborato con analisi statistiche, un’intervista biografica con analisi ermeneutiche… Il ricercatore deve sapere come analizzerà i dati degli strumenti che mette in campo, che generalmente hanno particolarità, insidie, problematiche che non possono essere “scoperte” quando ormai lo strumento è già stato somministrato.

Riassumendo:

  1. Consapevolezza del nesso fra mandato valutativo (o ipotesi e concetti) e tecniche messe in campo;
  2. eventuale adattamento delle procedure e delle tecniche;
  3. previsione dell’elaborazione e delle sue specificità.

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Categories: Metodo

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