Il disegno della ricerca valutativa. Ultima versione

Il disegno della ricerca valutativa. Ultima versione

Scheda
Rilevanza teorica
Complessità concettuale e/o operativa
Completezza dell'articolo

La mia ultima (e sperabilmente definitiva) organizzazione del disegno.

Un elemento di grande importanza è la comprensione del percorso complessivo che la ricerca valutativa intraprende, dall’idea iniziale fino alla formulazione del giudizio finale. Un errore da evitare assolutamente è infatti quello di immaginare la valutazione passo dopo passo, realizzando distinte attività di ricerca non coordinate, senza vederne la necessaria finalità congiunta. Il valutatore, sin dal momento in cui è investito della responsabilità del valutare, organizza un percorso coerente in cui ogni distinta azione valutativa ha senso nell’insieme delle diverse azioni, e tutte sono necessarie, e ben organizzate, per arrivare a una conclusione (il giudizio valutativo) coerente con le sollecitazioni iniziali, utile per chi ha chiesto la valutazione e metodologicamente corretto secondo i principi e i metodi riconosciuti dalla comunità dei valutatori.

Questo percorso si chiama disegno della ricerca valutativa ed è esemplificato nella figura che segue:

Come si vede ci sono quattro “blocchi” principali:

  1. la definizione del mandato valutativo è senza ombra di dubbio la fase più importante; qui il valutatore – generalmente in interazione col committente – delimita il campo valutativo, comprende le ragioni del valutare, verifica quali dimensioni valutative si possano percorrere e, sostanzialmente, dà il carattere alla ricerca valutativa. La definizione del mandato è il momento, iniziale, in cui la valutazione viene pensata, organizzata, definita nel metodo (a grandi linee); non deve essere una fase necessariamente veloce, non deve essere considerata solo amministrativa e organizzativa, è fondamentale poter coinvolgere il committente;
  2. con le indicazioni ricevute e stabilite nella fase del mandato, il valutatore è ora in grado di proporre un disegno operativo della valutazione: quali tecniche, in quanto tempo etc.;
  3. a questo punto si tratta di raccogliere i dati e le informazioni previsti; è probabilmente la fase più visibile del lavoro, quella più lunga e impegnativa;
  4. infine: i risultati vanno sintetizzati opportunamente in uno o più rapporti per il committente, occorre immaginare forme di restituzione e – auspicabilmente – la valutazione va utilizzata.

Questi quattro blocchi, e le loro articolazioni interne, non vanno interpretate in maniera rigida e dogmatica; anche se ciascun blocco è sempre presente in ogni ricerca valutativa (anche in casi di valutazione interna e di autovalutazione) il loro ruolo cambia in virtù di molteplici fattori esterni; per esempio la volontà del committente di partecipare alle diverse fasi del mandato; la possibilità offerta dal contesto di realizzare oppure no determinate operazioni… Inoltre, il disegno della ricerca valutativa è un processo ricco di retroazioni; durante qualunque fase del lavoro, per ragioni diverse, può essere utile tornare dal committente per verificare il mandato; oppure certe informazioni possono indurre a rivedere il disegno operativo per aggiungere o togliere alcune parti; e così via.

Importante postilla.

Come sanno bene i lettori dei miei testi, questo tema è sempre stato centrale nella mia interpretazione della valutazione ma si trova trattato in un modo un po’ differente. Mi riferisco in particolare a:

In questi testi, e per lunghi anni, ho proposto una figura differente, composta da nove blocchi, così raffigurati: 

Le differenze con la proposta attuale sono più operative che logiche; nessun elemento della vecchia proposta è andato perduto ma ho ritenuto di dare un ordine più realistico e concreto alla serie di attività, azioni e “luoghi di attenzione” da considerare. In ogni caso il ruolo del mandato valutativo resta cruciale.

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interamente autofinanziato.






Categories: Teoria della valutazione

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