L’importanza di pensare (con mappe concettuali) la logica di un Glossario che non è una semplice nomenclatura

Giorni di lavoro sul Glossario. Ma ogni volta, inserite dieci o venti voci, mi devo fermare e pensare quale sia, quale debba essere, la logica sottesa a un Glossario di questo genere.

Mi spiego: il vecchio Glossario 6, quello vogliamo superare con l’attuale esercizio, era semplicemente un nomenclatore. Esagerato, bulimico, un po’ folle… elencava le sue più o meno 850 voci in ordine alfabetico. C’era troppo senza esserci tutto, ma questo è un altro discorso. L’attuale progetto di Glossario 7 è invece completamente differente, e la differenza basilare è l’ipertestualità.

L’ipertesto può avere vari significati e usi. Può essere l’equivalente delle note a pie’ di pagina in un testo come questo, dove appunto ho incluso link che valgono come “Si veda il tale testo del tale autore”. Ma nel Glossario il significato è differente. L’uso di link (e di tag) costruisce percorsi: di lettura, d’uso… Volendo, una volta completato il lavoro (oddio, “completato”… diciamo in avanzata lavorazione) partendo da una qualunque voce di media importanza si può navigare in lungo e in largo nel Glossario e trovare connessioni fra Scienza e – che so? – Indicalità; fra Monitoraggio e Curtosi; fra Beneficiario e – poniamo – Alfa di Cronbach. Anche se molti collegamenti possono sembrare logici e ovvi, non è così. Non lo è, in particolare, fra Macrovoci, ovvero: fra singoli lemmi e Macrovoci contenitrici (questo è un ovvio problema di classificazione) e fra una Macrovoce e le altre (e questa invece è una scelta, che si riferisce a un’idea di valutazione, di metodologia e così via. L’uso di Macrovoci (qui più ampio del vecchio Glossario 6), la (sia pur limitata) diversità in diverse voci, e anche certamente il fatto che dopo oltre sei anni sono maturate nuove idee, rendono questo Glossario un’esperienza diversa, per me che lo ridico e per voi che lo leggete.

Le mappe, a questo punto, non sono un banale esercizio grafico ma un modo per pesare, per fissare concetti e loro relazioni. Prima o poi scriverò anche la voce di glossario ma intanto potete leggere questo vecchio testo sulle mappe. Pensare al Glossario mi fa problematizzare la sua logica, le sue connessioni, e riportare le mie riflessioni in una mappa mi aiuta a fissare le idee, almeno a un dato stadio, per poi, certamente, tornarci sopra più avanti.

La più importante è la Mappa 1:

Mappe Glossario.001

Rispetto alla prima versione tutto sta diventando più complicato, e so bene di essere ancora lontano da un assetto accettabile. Diciamo che la mappa è la mia (parzialmente completa, parzialmente soddisfacente) soluzione fino ad oggi.

Da questa mappa-madre discendono poi mappe specifiche, che immagino tutte molto più semplici come questa:

Mappe Glossario.002

 

E questo è tutto. Fissati alcuni principi che al momento mi aiutano ad andare avanti, proseguo con l’ampliamento del Glossario sperando vi sia utile.



Categorie:Glossario

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