Scientismo, scienze autodichiarantesi “esatte”, presunzione di verità. Quale destino per le scienze sociali?

schermata-2017-03-03-alle-12-57-11Appena uscito: Alberto Marradi, Oltre il complesso d’inferiorità. Un’epistemologia per le scienze sociali, Franco Angeli. Presumendo che non ci sia bisogno di presentare l’enorme valore di Marradi, metodologo ed epistemologo, punto di riferimento per generazioni di ricercatori, vi segnalo il grande valore di questo testo a molte voci che intende indagare quanto sia presente, e influente, il sillogismo scientismo, positivista, realista. Molto, purtroppo. In testo è di grande interesse per chi si sente a volte preda di un (errato) complesso di inferiorità e desidera approfondire questi importantissimi elementi epistemologici (per capire che di “inferiore” non c’è proprio niente).
In questo volume c’è anche un mio saggio, specificamente rivolto alla ricerca valutativa: Claudio Bezzi, Residui sparsi di scientismo nella ricerca valutativa. Vedrò più avanti di farne un piccolo sunto ma intanto vi mostro la figura che rappresenta la situazione, a mio modo di vedere, e che ho discusso nel testo. Buona lettura! 
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Legenda:

1 – gli statistici presiedono inamovibili l’estrema destra della cittadella; generalmente non si spostano di un millimetro, considerano i loro metodi di investigazione gli unici veri efficaci possibili e raramente riescono a concepire un confronto con propositori (secondo loro) di mere chiacchiere;

2 – gli economisti sono molto più flessibili, se non altro per la loro necessità di un confronto più articolato coi problemi posti dai committenti; in generale, però, tendono a diffidare delle chiacchiere sociologiche e sono più affini ai precedenti;

3 – i sociologi, anche se potenzialmente possono coprire un ampio territorio della cittadella, sono valutativamente acquartierati prevalentemente nell’area residenziale non standard, con differenze a volte sensibili inclusa quella di trovare colleghi fuori dalle mura, in pericolosi territori noti come “Terre dello Smetodo”;

4 – a cavallo fra metodo e smetodo ma – quando rigorosi – tendenzialmente aggrappati al lato destro della cittadella, gli epidemiologi e tutte le figure sanitarie che si occupano di valutazione (quasi esclusivamente nel loro settore);

5 e 6 – definitivamente nello Smetodo figure in parte residuali: assistenti sociali, pochi antropologi e praticanti di imprecisabile identità, salvo eccezioni molto qualitativi ma in termini ingen
ui (al numero 5 della mappa) e dirigenti e funzionari pubblici, insegnanti e altri pubblici dipendenti che si improvvisano valutatori anche seguendo bizzarre indicazioni ministeriali (n. 6).

 

 



Categorie:Ricerca sociale

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